Modifica di un lettore CD Marantz CD-6000, Parte I

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Categoria principale: Elettronica Categoria: Audio
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Modifica di un lettore CD Marantz CD-6000

Parte I

Come modificare un lettore di tipo commerciale e migliorarne le prestazioni. Questo articolo fa riferimento ad una marca ed un modello ben preciso ma, l'approccio e le tecniche utilizzate possono essere estese ad altri modelli di lettori CD.



1. Introduzione

Il lettore Marantz CD6000 sostanzialmente ricalca la filosofia dei precedenti e famosi modelli CD63 e CD67.

In rete è presente un interessante articolo di Dejan Veselinovic che parla di questo lettore

In rete è inoltre possibile reperire parecchio materiale che riguarda i modelli CD63 e CD67 e ci sono parecchi siti che indicano quali modifiche apportare.

È interessante notare che alcune delle modifiche apportate ai modelli CD63 e CD67, ed illustrate su vari siti, sono già presenti sulla circuiteria di base del CD6000, evidentemente le lezioni apprese con i precedenti modelli sono servite a qualcosa.

 Di seguito è riportata una foto dell’interno del lettore CD6000 originale.



La meccanica è una Philips L1210 che comprende il cassetto di caricamento ed un gruppo di lettura VAM1202 (vedi fotografia seguente).



L’interno è molto pulito e curato con un cablaggio veramente ridotto al minimo indispensabile.

Da notare il trasformatore di alimentazione ben fissato a scheda e telaio con i terminali saldati sulla scheda principale.
A testimonianza della cura messa dai progettisti Marantz si possono notare ben sei regolatori di tensione che forniscono tutte le tensioni necessarie per le varie funzioni di cui si parlerà ampiamente nel prosieguo di questo articolo.
La qualità globale dei componenti è buona, il livello è adeguato alla fascia di prezzo dell’oggetto, nelle sezioni più importanti sono montati condensatori elettrolitici Elna Silmic e condensatori in polipropilene Elna for audio.

Per quanto riguarda la conversione digitale/analogica è presente una coppia di convertitori SM5872BS della Nippon Precision montati sul lato rame della scheda principale.

Uno solo di questi chip è in grado di effettuare la conversione digitale/analogica per i due canali del programma stereo ma i progettisti Marantz hanno sviluppato una soluzione piuttosto interessante di cui parlerò nella parte relativa alle modifiche elettriche.
Continuando il giro sulla scheda passiamo ad analizzare la sezione analogica, questa è formata da due amplificatori operazionali NJM2114.

Questi circuiti integrati sono una versione moderna dei famosi NE5532 sviluppati dalla Philips negli anni ’80, in questo lettore funzionano come amplificatori differenziali per le uscite dei DAC.
I due scatolotti metallici montati a ridosso del pannello posteriore contengono gli stadi di uscita HDAM. Il termine HDAM significa Hyper Dynamic Amplifier Module (brevetto Marantz) e si tratta di un amplificatore di segnale realizzato interamente a componenti discreti (fet a basso rumore) e caratterizzato da elevato guadagno (circa 70dB) ed elevato slew-rate (70-80V/usec).

Di questo lettore la Marantz ha realizzato inoltre due versioni superiori chiamate rispettivamente OSE e KIS. La descrizione della versione OSE si può leggere qua:




La versione OSE ha due ulteriori stadi HDAM in luogo degli amplificatori operazionali (vedi scatolotti color rame), condensatori elettrolitici di valore più elevato sugli alimentatori e altri condensatori Elna Silmic sulle alimentazioni della sezione analogica. Dulcis in fundo il trasformatore è avvolto con filo di rame OFC.

Ma le differenze sono anche meccaniche, infatti il telaio è molto più rigido grazie ad un doppio fondo e ad una barra di metallo trasversale che si può vedere chiaramente nella foto. La barra contribuice ad irrobustire il telaio e renderlo meno risonante.

La riduzione delle risonanze, in un lettore CD è un fattore fondamentale.

Le vibrazioni possono disturbare il meccanismo di lettura ottica del disco, questo fenomeno provoca un continuo ri-allineamento del pickup ed una continua messa a fuoco. Queste operazioni avvengono a mezzo di servomeccanismi che possono provocare disturbi di natura elettrica ma, soprattutto, possono provocare anche errori nella lettura del disco. Gli errori di lettura sono recuperati mediante un processo di interpolazione (CIRC) dei dati adiacenti e che, comunque, ricostruisce un segnale che è ben lungi dall'essere uguale a quello originale. Insomma si può riassumere che le vibrazioni in un lettore CD hanno un effetto dannoso sul suono.

La versione KIS (Ken Ishiwata Signature) è praticamente una versione OSE con telaio ramato internamente, trasformatore toroidale e qualche altra piccola modifica a livello elettrico che riguarda principalmente i condensatori.

Dopo aver letto le differenze tra le varie versioni mi sono deciso per l’acquisto del modello base, sia per risparmiare sia per poter sviluppare le mie modifiche passo dopo passo.
L’ascolto del lettore nella sua versione base mi ha subito colpito. Il suono è veloce, preciso e soprattutto caldo, grazie allo stadio di uscita realizzato con FET a basso rumore. Tuttavia mi sono reso conto che si può migliorare e così ho iniziato a guardare lo schema elettrico sull'ottimo manuale di servizio facilmente reperibile in rete.

Dopo vari confronti con le diverse versioni ho deciso di modificare il lettore portandolo ad un livello paragonabile alla versione KIS, ma con qualche aggiunta personale.

Innanzitutto ho diviso le modifiche in due grandi categorie e le ho organizzate in modo da poter procedere a passi successivi per verificare i miglioramenti di volta in volta.

Quello che leggerete in questo articolo è il frutto di sei mesi di arduo lavoro effettuato durante i fine-settimana, sono praticamente gli appunti di lavoro ri-organizzati in modo da renderli più presentabili.

Il documento originale è piuttosto sostanzioso e quindi ho deciso di dividerlo in più parti al fine di renderlo meno pesante sul portale e di rendere più interessante la lettura.

In questa prima parte vedremo le modifiche meccaniche.

Modifiche meccaniche

Per le modifiche meccaniche occorrono i soliti attrezzi che si trovano nel laboratorio di ogni bravo hobbysta, quindi cacciaviti di tutti i tipi, pinze e pinzette. In questo particolare caso ci sono anche dei pezzi meccanici da preparare e quindi occorre anche un buon trapano e qualche lima.

Dopo gli attrezzi bisogna parlare dei materiali, per apportare le modifiche che andrò ad illustrare ecco la lista di quello che occorre:

- Foglio di rame, spessore 2/10mm, in quantità sufficiente a ricoprire l’interno di telaio, coperchio e pannello posteriore

- Fogli di materiale bituminoso, in genere sono reperibili nei negozi di autoricambi come “antirombo”;

- Laminato di alluminio 500x60, spessore 1.5mm;

- Lastra di acciaio 270x420mm, spessore da 1 a 2mm.

Smontaggio del lettore

La prima cosa da fare è smontare il lettore in modo da avere il telaio nudo. In questa fase torna molto utile il manuale di servizio che illustra chiaramente la struttura e dove sono posizionate le viti evitando così operazioni errate.

Bisogna rimuovere il coperchio superiore svitando quattro viti laterali e due viti posteriori.

A questo punto si accede all’interno del lettore e si smonta tutto. Per prima cosa bisogna scollegare la meccanica di lettura dalla scheda di lettura, l’operazione non è complessa ma richiede un po’ di attenzione per non danneggiare nulla.
Per prima cosa bisogna scollegare il connettore siglato 1400 su cui sono collegati i fili di controllo della meccanica di lettura. Bisogna fare molta attenzione in quanto i fili sono piuttosto sottili.



Estrarre il cavo piatto dal connettore siglato 1402 facendo  molta attenzione a non danneggiare nulla, questo cavo collega la scheda dell’amplificatore HF al sistema di decodifica e controllo.Scollegare anche il connettore siglato 1401 su cui sono collegati i fili di controllo della slitta di caricamento del disco.



A questo punto è possibile smontare la meccanica di lettura, però bisogna fare una piccola operazione, altrimenti non si riesce ad estrarla dal telaio.

Bisogna estrarre manualmente il cassetto di caricamento e, con molta cautela, aiutandosi con un piccolo cacciavite a lama piatta rimuovere la copertura fissata a scatto sul cassetto di caricamento (riferimento 104 nella figura riportata di seguito).





Con il cassetto estratto si può accedere alla vite posteriore di fissaggio (rif. 157) che va rimossa con un cacciavite a croce. Rimuovere quindi le viti laterali (riff. 155 e 156).




Richiudere il cassetto e, con molta cautela, estrarlo dalla sua sede.

Ora si può lavorare sulla meccanica di lettura L1210.

Bisogna applicare due quadratini di materiale bituminoso nei punti evidenziati dalla fotografia e per aumentare la stabilità del clamp si può incollare al centro di esso una moneta da 50 Eurocent.

 



 

Per il momento la meccanica può essere fasciata in modo che non raccolga polvere e riposta in un luogo sicuro.

Si può ora procedere con lo smontaggio del pannello posteriore. 

- Scollegare il cavo di alimentazione dal connettore siglato 1112.

- Rimuovere le tre viti di fondo (rif. 150)
- Rimuovere le due viti posteriori (rif. 150)
- Rimuovere le viti di bloccaggio dei connettori (rif. 161-163)

 

 



 

Ora si può rimuovere il pannello posteriore assieme al cavo di alimentazione.

Si può ora procedere con lo smontaggio del pannello anteriore.

Smontare la prolunga di azionamento dell’interruttore di accensione (rif. 109).

L’operazione può essere fatta con molta cautela agendo con un paio di pinzette sul meccanismo di ritenuta che abbraccia il perno di azionamento dell’interruttore.

 



 

Scollegare il connettore siglato 1214 (uscita cuffie) e il cavo piatto dal connettore siglato 1600.

 



 

Ora bisogna rimuovere le due viti superiori (rif. 149) e le due viti inferiori (rif. 146).

 



 

 

Il pannello è fissato al telaio principale mediante diverse alette di ritenuta a scatto, usando un cacciavite a lama e con delicatezza è possibile aprire le alette e rimuovere il pannello.
Fasciare il pannello in modo che non si rovini e riporlo in luogo sicuro.

Adesso si può rimuovere la scheda principale.

Rimuovere le tre viti che tengono la scheda fissata al telaio (riff. 158 e 159). Rimuovere poi le quattro viti che fissano il trasformatore attraverso la scheda stessa (Rif. 160).

 

 



 

 
A questo punto è possibile rimuovere la scheda dal telaio, prestare molta attenzione al fatto che la scheda è appesantita nel punto in cui è fissato il trasformatore e quindi potrebbe piegarsi e rompersi.

Come ultima operazione si devono rimuovere i piedini di supporto che sono fissati con quattro viti.

 

Modifiche del telaio

A questo punto il telaio è libero e pronto per le modifiche meccaniche.

La prima cosa da fare è ricoprire tutta la parte interna con il sottile foglio di rame che può essere incollato con un collante tipo Bostik superchiaro o simile. Bisogna prestare particolare cura affichè il rame aderisca bene in tutti i punti e non formi "gobbe". 
In corrispondenza dei vari punti di fissaggio bisogna praticare i necessari fori seguendo il profilo sul telaio.

Una volta completata la “ramatura” bisogna applicare del materiale antirombo come illustrato in fotografia. Il materiale deve essere spaziato in modo da “spezzare” i moti di risonanza.

Occorre prestare attenzione allo spessore del rame e del materiale smorzante nel punto in cui passa la prolunga di azionamento dell’interruttore di accensione in quanto potrebbe incepparsi.

 



 

 

Completato il “trattamento” si può rimontare il pannello frontale.

Procedere con il trattamento del coperchio superiore.
Ricoprire la parte interna con un sottile foglio di rame, le parti laterali sono lasciate libere.

Una volta completata la “ramatura” bisogna applicare del materiale antirombo come illustrato in fotografia. Il materiale deve essere spaziato in modo da “spezzare” i moti di risonanza.

 



 

 

Procedere quindi con il trattamento del pannello posteriore, e qui bisogna prendere alcune decisioni

 Se si desidera cambiare il cavo di alimentazione bisogna rimuovere il passacavo e tagliare un’asola per il montaggio di una vaschetta VDE.

NOTA: per il momento è meglio mantenere il cavo originale con il suo connettore, torna utile per le prove da effettuare durante le modifiche elettriche.
Se si desidera cambiare i connettori RCA di uscita occorre verificare se il diametro dei fori esistenti è adeguato per il nuovo tipo di connettore (che devono essere isolati dal telaio), diversamente occorre alesare i fori quanto basta.
Tra le varie modifiche elettriche previste (vedremo nelle prossime parti) è prevista la sostituzione dell'interfaccia digitale SPDIF che comporta l'installazione di un connettore BNC (isolato) sul pannello posteriore; occorre quindi effettuare il relativo foro.

 

 

Una volta effettuate le necessarie modifiche in base a quanto riportato sopra si può ricoprire la parte interna con un sottile foglio di rame. Ricordarsi di forare il rame in corrispondenza dei punti di fissaggio delle varie parti e soprattutto dei fori di ventilazione.

Una volta completata la “ramatura” bisogna applicare del materiale antirombo come illustrato in fotografia. Il materiale deve essere spaziato in modo da “spezzare” i moti di risonanza.

La fotografia riportata di seguito illustra il pannello posteriore modificato con una vaschetta VDE, fori per il passaggio dei nuovi connettori RCA e a destra il foro per il connettore BNC.

  



 

A questo punto si può preparare una barra trasversale simile a quella che equipaggia il lettore nella versione OSE e KIS (rif. 128).



 

Di seguito è riportato anche il disegno di dettaglio della barra. In questo caso la barra è ottenuta piegando in modo adeguato la lastra di alluminio avente le dimensioni originali 500x60x1.5mm.
La barra deve poi essere rivestita di materiale bituminoso come illustrato nella fotografia. La barra deve essere montata solo a completamento di tutte le modifiche meccaniche ed elettriche.

 



 

  

Di seguito è riportato il dettaglio dei fori di fissaggio e il pezzo finito.





 

A questo punto si può preparare la piastra di fondo (dimensioni 270x420mm) che deve essere forata in corrispondenza dei fori dei piedini originali. In pratica si tratta del particolare 127 illustrato di seguito

 



 

 

Le modifiche meccaniche comprendono anche la sostituzione dei piedini originali con altri decisamente più “pro”, ma il montaggio deve essere effettuato a completamento di tutte le altre modifiche e ne riparleremo nelle prossime parti.

Per questa prima parte dell'articolo è tutto. Nella prossima parte vedremo come riassemblare il lettore e/o procedere con le modifiche elettriche.

Alla prossima.

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