Ingannatore per termostato ad espansione liquido

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Categoria: Elettronica
Data pubblicazione
Scritto da Bric Visite: 4197

Ingannatore per termostato ad espansione liquido

Semplice circuito che permette di controllare per via elettrica, in tensione un apparecchio (anche a gas) il cui termostato non abbia contatti elettrici ma solo funzione meccanica. Un semplice esempio sono i termoconvettori a gas che non usano
L'idea di realizzare questo tipo di circuito mi è venuta dalla necessità di comandare per via remota, quindi elettricamente (tramite telecomando via telefono con uscita a relè) alcuni termoconvettori a gas installati nella mia casa al mare; questi apparecchi sono molto funzionali ma vecchiotti, non si servono di corrente elettrica per funzionare ma solo dell'erogazione del gas di città. Non hanno perciò alcun componente elettrico, la fiamma pilota è continua, la sicurezza è termomeccanica come pure il termostato ambiente. Questo sensore di temperatura è posto sull'accesso dell'aria ambiente del convettore, alla vista è un cilindretto di rame rastremato ai lati come una spoletta con relativo cavo sempre in rame che giunge al gruppo erogatore del gas, dove tra l'altro c'è la manopola graduata per la regolazione della temperatura.

 


Ho invano cercato un contatto elettrico per remotare il tutto ma "proprio non esiste". Che cosa fare a questo punto? Ci si fa "furbi!":

L'unica chance che potevo avere era quella di "ingannare" il sensore di temperatura forzandolo a temperature ben maggiori di quella di esercizio (3- 25°) tramite una pasticca PTC riscaldante.

Il funzionamento è presto detto: se riscaldiamo l'ampolla del termostato oltre i fatidici 25° il termoconvettore pur restando in stand by non accenderà il bruciatore ma non  appena disalimenteremo il PTC (tolto l'inganno) il termostato tornerà ad operare correttamente garantendo in ambiente la temperatura impostata con la manopola graduata. L'intervento del PTC avviene in modo graduale, sia in riscaldamento che in raffreddamento in modo di non innescare accensioni e spegnimenti del bruciatore  troppo frequenti.

Come PTC ho utilizzato una cialda piatta da 5 WATT alimentata a tensione di rete cannibalizzata da un fornelletto VAPE insetticida. COSTO ZERO!

Tramite due fascette metalliche ho fissato, dopo averlo ben isolato, il PTC alla ampolla di rame del termostato. Badando bene di non piegare o rompere il tubicino di rame che collega l'ampolla al gruppo gas.

A questo punto interviene l'elettronica anche se sarebbe stato possibile comandare direttamente l'NTC a 230V con un contatto di un cronotermostato o telecomando (sebbene con logica invertita).

Bisogna ricordare che con il PTC alimentato avremo il convettore in stand by, con PTC disalimentato il convettore è operativo con termostato interno.

Basterebbe a questo punto predisporre il cronotermostato  o telecomando con relè a scambio in condizione normalmente chiuso oppure, come nel mio caso, realizzare un piccolo invertitore di logica elettronico.

Il telecomando telefonico da me utilizzato eroga tensione di 12V quando il termo è acceso per cui ho realizzato un semplice un semplice alimentatore a corrente costante per led, con ponte raddrizzatore in ingresso e fet (in questo modo non ho problemi di controllo polarità ne range di tensione (da 3 a 20V ca/cc ); al posto del led ho connesso il diodo emettitore di luce interno ad un OPTOTRIAC, interfacciando in tal modo bassa tensione e tensione di rete in massima sicurezza ed isolamento.

L'OPTOTRIAC controlla un ulteriore TRIAC (del tipo a bassa corrente 400-600V) così da invertire la logica di funzionamento del dispositivo.

Utilizzando un OPTOTRIAC con zero crossing detector di rete è possibile silenziare al massimo la commutazione. La cella R/C in parallelo al TRIAC ottimizza il lavoro dello stesso.

Il circuito è stato realizzato per alcuni termoconvettori su basetta bollini, negli altri con apposito stampato che allego all'articolo.Circuito stampato                                                     

 

Relativamente ai cablaggi è possibile osservare la prossima figura, è consigliabile porre la basetta al riparo del troppo calore, entro una scatoletta plastica incollata al mantello del calorifero. I cavi bassa tensione in ingresso possono essere anche del tipo telefonico, la connessione di alimentazione deve prevedere cavo di terra da connettere elettricamente alla carcassa metallica del convettore infine i cavetti che giungeranno dalla basetta al PTC devvono avere isolamento 400V e buona resistenza al calore. (Ho utilizzato cavetti in gomma per alte temperature con copertura in seta, recuperati da una vecchia caldaia murale rotta.

 

L'immagine è stata ridimensionata. Clicca qui per vedere l'immagine ingrandita. Le dimensioni originali sono 800x426

 

Nella figura non è prevista presa di terra di rete ma è preferibile utilizzarla.

Purtroppo non ho fotografie dei prototipi essendo tutti montati da alcuni anni nei convettori, me ne scuso con gli amici.

Un saluto a tutti ed alla prossima realizzazione.

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